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«L'amavo? Certo! Ma non è servito a nulla! Non l'ho salvata. Volete sperimentare con me l'inutilità dell'approccio socratico?» Mi domanda con una lucidità imbarazzante.
«In che modo?».
«Sapete definirmi l'amore?» Domanda il generale.
«È un sentimento profondo, una connessione speciale tra due persone».
«Interessante, ma ditemi, cosa intendete esattamente
per "sentimento profondo"? Può spiegarmi?»
«Beh, è un'emozione intensa e ci fa sentire vivi».
«Quindi, se l'amore è un'emozione intensa, può essere anche un'emozione negativa, come la gelosia?» Chiede il generale con sano cinismo.
«Sì, ma quella è una parte dell'amore che non vogliamo. L'amore dovrebbe essere solo gioia» rispondo.
«Quindi, l'amore è solo gioia? E se ci fosse un momento in cui quella gioia svanisce? L'amore smette di esistere?».
«No, penso che l'amore vero resista anche nei momenti difficili».
«Ah, quindi l'amore è qualcosa di persistente. Ma cosa lo rende "vero"? È forse un'azione, un impegno, o un semplice sentimento?».
«Credo sia l'unione delle tre cose di cui mi avete parlato. È un impegno a stare insieme, ma anche a provare emozioni l'uno per l'altro».
«Quindi, se l'amore è un impegno, può esistere senza sentimento? E se un giorno uno dei due smettesse di provare sentimenti, l'impegno rimarrebbe?».
«Ehm… non sono sicuro. Forse l'amore non sarebbe lo stesso».
«Interessante. Quindi, l'amore è legato ai sentimenti. Ma i sentimenti possono cambiare. Dunque, l'amore è qualcosa di stabile o di instabile?».
«Credo dovrebbe essere stabile, ma… i sentimenti possono essere così complessi».
«Complessi, dice? Ma se il vostro amore dipende dalla complessità dei sentimenti, non è forse fragile?».
«Sì, in effetti… sembra un po' fragile».
«Allora, come possiamo definire un amore che è al contempo profondo, gioioso, persistente, ma fragile?».
«È complicato… mi avete intorpidito con le vostre domande».
«Io? È stato Socrate!».
Vengo congedato. Non ho incontrato mai più il generale.